Natalina Bonardi

Natalina Bonardi

Cenni biografici della Serva di Dio Natalina Bonardi
(1864 – 1945)

Nacque a Cuneo il 4 dicembre 1864, da Giuseppe e Margherita Dogliani. I genitori, cattolici e benestanti, sono impegnati in una vita onesta e laboriosa, dedita soprattutto a una buona e sana educazione dei numerosi figli.
Il 7 dicembre dello stesso anno, nella chiesa di S. Ambrogio (CN) la bimba viene battezzata e chiamata “Maria”. Nel 1871, nella stessa chiesa, riceve il Sacramento della Cresima e successivamente riceverà la Prima Comunione.
Nello stesso anno, il padre decide di operare un affare economico che si mostrerà un’autentica truffa e porterà tutta la famiglia Bonardi ad un grave dissesto finanziario. Nel 1873 i genitori di “Maria” prendono la decisione di iscriverla al collegio “Sacra Famiglia” di Cuneo, tenuto dalle suore di S. Giovanna Antida. Gli effetti conseguiti sono contrari ad ogni attesa e la ragazzina viene considerata da tutti una “piccola indisciplinata”.
Nel 1878, all’età di quattordici anni, sempre in collegio, segue un corso di esercizi spirituali e lì avviene la conversione. La Grazia irrompe nel suo cuore e lo Spirito del Signore si stabilisce nel suo mondo, ottenendo una risposta generosa e totale.
Nel 1880 rientra in famiglia, Adele sorella di Maria riferisce, in seguito, che viveva in casa come se già fosse una suora. Decide allora, nel 1882, di iniziare seriamente a pensare ad una vita religiosa, ma non sa quale Congregazione scegliere. Inizia una ricerca travagliata e sofferta. A rendere più difficile questo suo percorso è il nuovo trasferimento che deve affrontare con la sua famiglia. È la volta della Francia, a Nizza Marittima, nel tentativo di migliorare la condizione economica decaduta. La giovane cerca di dare il suo aiuto accettando di venire assunta come infermiera in un monastero di Orsoline.
Finalmente è il momento del rientro, è il 1884, con la famiglia fa ritorno nella grande Torino, ma lei, piccola e povera, trova un lavoro di servizio presso una signora. Questo sia per mantenersi, ma soprattutto per procurarsi la “dote”, che in quel tempo era necessaria e indispensabile per poter entrare in una Congregazione religiosa. Sotto suggerimento della signora presso cui prestava servizio, si reca a Verrua Savoia, dove il parroco vuole fondare un monastero. Presto si accorge che l’idea del preposto era solo un’illusione. Nel frattempo, sempre in questo paese, incontra don Giuseppe Costamagna, brillante predicatore di esercizi spirituali; Maria confida la sua intenzione di vita e lui le promette di accettarla nel suo Istituto di suore anche senza dote. Sono le “Suore del Buon Consiglio”.
Dopo numerosi ritardi, il 21 dicembre 1887 Don Castagna la accoglie finalmente presso le sue suore: è un mercoledì della novena di Natale. Le viene consegnato l’abito religioso e riceve il nome di Suor Natalina.
Per circa un anno assiste i bambini in asilo, ovunque incontra povertà e inquietudini, sia tra le consorelle che altrove. La dimensione educativa ritorna sempre come una componente specifica della sua missione.
Un nuovo trambusto viene a sconvolgere il cammino di Suor Natalina: Mons. Lorenzo Pampiro, Arcivescovo di Vercelli, non vuole le suore del Buon Consiglio nella sua Arcidiocesi. Suor Natalina, dopo una lunga meditazione, prende la decisione di rimanere, con il consiglio e l’aiuto di don Emilio Degiani. La Serva di Dio riprende quindi la scuola materna e s’impegna a cercare giovani che la seguano nel suo cammino.
Nell’autunno del 1892 Mons. Pampiro, in visita pastorale a S. Antonino, rifiuta di salutare le giovani religiose, vedendole ancora vestite dell’abito delle suore del Buon Consiglio. Suor Natalina accetta di deporre l’abito e ne prepara uno nuovo secondo le indicazioni dell’Arcivescovo. Nell’incontro successivo Sua Eccellenza rimane soddisfatto e benedicendo la Serva di Dio dice: “Vi chiamerete Suore di Santa Maria di Loreto”. È il segno visibile dell’inizio di una nuova Congregazione nella Chiesa.
In tutti questi anni, la Serva di Dio, con vicende alterne, s’improvvisa educatrice di bimbi, lavora con gli anziani, è maestra di cucito, maestra di teatro e, quando occorre, va pure alla questua.
Suor Natalina e le anziane decidono di aprire una casa in città, la Casa si trasferirà in Palazzo Murazzano, in p.zza D’Angennes, 4, in cui la Casa Generalizia delle “Suore di S. Maria di Loreto” e l’Istituto “Sacra Famiglia” risiedono tutt’ora.
Lo sguardo di alcune suore viene come offuscato, per loro la presenza di suor Natalina è poco gradita e lei si accorge di essere oggetto di gravi incomprensioni. Per risolvere i malumori interni, suor Natalina nel 1913 presenta, per ben due volte, le sue dimissioni all’Arcivescovo Mons. Teodoro Valfré di Bonzo, viene quindi destinata a S. Maria Rocca (CN), in qualità di superiora della casa e direttrice dell’asilo.
Dopo lunghi anni passati nel continuo e sereno lavoro, nell’agosto del 1921 viene rieletta Superiora Generale. Il 15 agosto 1938 sessantasei religiose, tra cui la Serva di Dio, fanno i voti perpetui. Dopo lunghe corse e buoni combattimenti, suor Natalina ora sosta quieta.
Il 25 luglio 1945 circondata da numerose figlie in preghiera, Suor Natalina compie con la sua morte, pienamente e serenamente accettata, il supremo gesto di abbandono: sono le ore 12.30. Le sue ultime parole sono pronunciate come risposta al saluto delle novizie: “Sia lodato Gesù Cristo” e Lei: “Sempre sia Lodato”. Così indica alla Congregazione lo scopo unico del suo esistere: fare ogni giorno una lode al Signore.
Il 27 luglio alle ore 10.00 hanno luogo i funerali solenni. Tantissima gente tra clero e fedeli accorre a dare l’ultimo saluto alla ormai per tutti Madre Natalina, fondatrice della Congregazione delle Suore di S. Maria di Loreto, ma anche importante educatrice di tanti bambini e giovani bisognosi. Fu sepolta nel cimitero comunale di Vercelli e nel 1963 i suoi resti mortali furono definitivamente sistemati nella Cappella della Casa Madre. Il 27 marzo 2011 fu effettuata la Ricognizione Canonica dei resti mortali.

Biografie
Aa. Vv., Un cuore semplice. Memorie, Lettere e altri Scritti di M. Natalina Bonardi, Nuova S.E.T.E., Vercelli 1991.
Falabino Sr. Pia, La Madre Naatalina Bonardi e l’Istituto di S. Maria di Loreto, Nuova S.E.T.E., Vercelli 1991.
Pelucchi Sr. Emerenziana, Chi è piccolo venga a me. Segni della Pedagogia di Dio nella storia di Madre Natalina, Suore Santa Maria di Loreto, Vercelli
Vasconi Renato, Una donna che ebbe un disperato bisogno di credere. M. Natalina Bonardi, Marietti, Mappano (TO) 1987.
Id., Il progetto di Dio in Madre Natalina Bonardi, S.E.T.E., Vercelli 1981.

Attore della Causa: Suore di S. Maria di Loreto

Iter della Causa
Fase Diocesana
Arcidiocesi Metropolitana di Vercelli
-Nulla Osta dalla Congregazione delle Cause dei Santi 22 maggio 2002
-Inchiesta Diocesana 2002/2006
Fase Romana
-Validità Giuridica 7 dicembre 2007
-Nomina Relatore, Rev.mo P. Cristoforo Bove, O.F.M.Conv., 1 febbraio 2008
-Nomina nuovo Relatore, Mons. Carmelo Pellegrino, 21 gennaio 2011

Sito registrato nella